mercoledì 31 dicembre 2014

Moda, amore e fantasia d'autre temps





Mi sono innamorata di queste stampe. 
Ops...forse non dovevo iniziare così ma lasciatemi dire che lo stile di G-Kero è molto interessate e osservando i loro capi potete avere la percezione di vivere in un momento costellato di sveglie la mattina tardi, cafè au lait, croissant, canzonette alla chitarra. 
Fantastico troppo? Beh l'obiettivo del marchio è quello di immaginare mondi diversi dal nostro, bizzarri, super colorati e divertenti. 
Dietro G-Kero si nasconde la pittrice Marguerite Bartherotte che trasporta direttamente su camice e T-shirt i suoi dipinti che raffigurano oggetti e azioni quotidiane con un pizzico di ironia come la camicia con stampa-kamasutra. 




martedì 23 dicembre 2014

Come una gemma venuta dall'Oriente

Queste creazioni hanno il potere di trasformare un abito semplice e banale in un trionfo di luci e colori. Questo è il mio punto di vista ma sono quasi certa che mi darete ragione continuando a leggere questo post e ammirando le creazioni di Ayala Bar




Lei è un'israeliana che ha lavorato per tanti anni nel mondo della moda e negli anni '90 ha deciso di avviare un laboratorio per la creazione di gioielli. La sua filosofia si fonda su una concezione unconventional (oserei dire) del gioiello: per lei i preziosi non sono semplici accessori ma devono diventare un tutt'uno con la donna che li sta indossando. 




martedì 16 dicembre 2014

The Weather Diaries: un viaggio tra le trame dei tessuti

The Weather Diaries è l'ultimo lavoro delle fotografe Cooper e Gorfer che racchiude una precisa analisi del costume legati ai paesi del Nord. 
A primo impatto stentiamo a credere di avere davanti delle fotografie, ma il modo in cui il duo austriaco-americano ha lavorato è così straordinario di avere l'illusione di  ammirare un dipinto. 



Per due anni le artiste hanno lavorato attorno al mondo della moda legata all'Islanda, alla Groelandia e alle Isole Faroe cercando di analizzare le tipologie di costume di queste culture che sembrano così distanti dal mondo occidentale da quasi sembrare fuori dal tempo. 



Il risultato di quest'analisi è in mostra al National Museum of Photography di Copenhagen fino al 22 marzo 2015 e sarebbe molto interessante vederla perché potremmo scoprire tante curiosità legate alla storia e alle usanze di questi popoli. 

mercoledì 10 dicembre 2014

Se i quadri potessero parlare...



La vedete? Sì, proprio quella graziosa ragazza che ha in mano un cagnolino e lo sta dolcemente coccolando. Lei è Alice Charigot, la donna che avrebbe stregato Renoir. Si tratta di una sarta più che ventenne che vive insieme alla madre (il padre ha pensato bene di emigrare verso le lande americane!) quando nel 1880 conosce il famoso pittore a Montmatre. 

Alice

Lui è un'affascinante scapolo con il doppio dei suoi anni, artista senza un soldo che le propone di posare per lui: sta realizzando Il pranzo dei canottieri e una sua modella lo ha piantato in asso. 
Renoir la ritrae, la mette incinta e dopo 10 anni la sposa per poi continuare a figliare allegramente. Non è l'incipit della versione ottocentesca di Beautiful...

martedì 2 dicembre 2014

Sorellanza musicale


Non mi dite che non conoscete questa canzone?? E' passata in radio e in tv non so quante volte nell'ultimo periodo dell'anno. La canzone è Don't Save Me delle HAIM
Loro, oltre ad essere legate musicalmente dallo stesso genere, hanno un legame genetico proprio perché sono sorelle. Non oso immaginare come si potrebbe fondare un gruppo con un proprio fratello o sorella perché potrebbe essere molto facile confondere la vita affettiva con quella professionale ma, fino ad ora, questo problema non credo che sia sopraggiunto visto che le sorelline californiane stanno facendo successo. 


martedì 25 novembre 2014

Come una seconda pelle

Qual è secondo voi il capo che potrebbe essere annoverato tra i più semplici ma allo stesso tempo sempre adattabile? 
Audrey Hepburn la portava abbottonata fino al collo con le maniche arrotolate in Vacanze Romane (1953) invece la seducente Sharon Stone ne sfoggiava una con scollo a tuffo per la cerimonia degli Oscar nel 1998. 



Sto parlando proprio della camicia bianca, un capo che non dovrebbe mancare nel proprio guardaroba. 
Eravamo in piena età rinascimentale quando una gentildonna ne scelse una di finissima lavorazione per farsi immortalare da Tiziano e diventare La Donna allo specchio (1550 ca.), famoso dipinto conservato al Louvre. Dal quel momento la camicia bianca, considerata uno tra gli indumenti intimi più comuni, acquistò di valore per trasformarsi in un capo fondamentale. 


martedì 18 novembre 2014

Quando il cibo di strada diventa gourmet

L'alta cucina scende in piazza e lo fa con tutti i crismi. La scena è la seguente: uno chef pluristellato che serve piatti sopraffini in un chiosco pubblico. Succede veramente a Parigi ed è l'ultima moda culinaria: vendere bignè dolci e salati a costi democratici. 
"Mieux manger, mieux vivre", mangiare meglio e vivere meglio si legge scritto sopra il furgone-bistrot di un grande dei fornelli, Marc Veyrat, il quale propone a soli 13 euro un menu da "pancia mia fatti capanna!"(uova, insalata, brasato di manzo con verdure e tiramisù). 
Anche noi italiani non siamo da meno e fino ad ora il più conosciuto è l'Uliassi Street Food, ristorante-camper che gira per tutto lo stivale. Il proprietario è lo chef due stelle Michel Mauro Uliassi.




Il cibo di strada è un modo autentico di comunicare attraverso sapori, colori e odori e soprattutto è pratico e divertente. 

"Il cibo di strada è la storia di un Paese".
(Gualtiero Marchesi)

Si mangia in strada per non perdere tempo, per risparmiare o semplicemente per gola. 
Non più il banale bar su quattro ruote ma, piccoli e simpatici ristorantini on the road che si focalizzano più sulla qualità, sorprendendo con un ricercato design. 


martedì 11 novembre 2014

Intrecciando scarti e civiltà





Queste interessanti e particolari sedie sono opera di Cheick Diallo, artista africano forse sconosciuto per la stragrande maggioranza dei cultori del mondo del design. 
Diallo ha studiato architettura e design in Francia e sull'eredità africana ha forgiato il suo stile. 
La sua base lavorativa è a Rouen ma i suoi lavori vengono prodotti a Bamako


martedì 4 novembre 2014

Cori da tutto il Mondo unitevi!

Qualche mese fa si è svolto il festival corale internazionale 
La Fabbrica del Canto, consueta manifestazione che tocca varie città della Lombardia che propone mirabolanti esibizioni di cori da tutto il Mondo. La rassegna è promossa dall’associazione musicale Jubilate dal 1992  e fino ad ora ha ospitato 157 cori provenienti da 23 paesi diversi.  


Un evento veramente interessante che riunisce culture e stili diversi accomunati dall’amore per la musica.


<< Stiamo lavorando moltissimo per l’anno prossimo – sottolinea Francesco Leonardi, responsabile dei rapporti internazionali dell’Associazione – cercando di fare una programmazione ancora più fitta di eventi e di concerti nel Padiglione Italia di Expo. Fra le novità del 2014 c’è stato il ritorno di un coro meraviglioso che ha compiuto 50 anni, i Philippine Madrigal Singers. Formidabili, preparatissimi, che hanno anche una singolare peculiarità: cantano soltanto da seduti>>.



martedì 28 ottobre 2014

Corri per me!

“Non guardarmi. Muoviti! “, avrebbe potuto dire  Norman Parkinson mentre immortalava le modelle, proprio perché la sua peculiarità, che gli fece raggiungere la fama, fu quella di essere il primo fotografo a ritrarre donne in movimento. In quasi sessant’anni di carriera, Parks (come lo chiamavano gli amici) ha trasformato la fotografia di moda dal glamour degli anni ’30 all’esagerazioni degli anni ’80 (muore nel 1990) scoprendo un nuovo stile.





<<Negli scatti di un tempo>> spiegava << le ragazze avevano le ginocchia “incatenate”. Nella vita di tutti i giorni non ne ho mai conosciuta una così. Le ragazze che vedo, e che mi piace fotografare, camminano, corrono, saltano>>. Il suo acerrimo rivale Cecil Beaton lo definì “un po’ sopra le righe”, Parks era celebre per i suoi baffi impomatati all’insù e per i suoi capi color panna.



Precursore dell’action realism (“realismo in movimento”), Parkinson adorava le immagini che esprimessero più naturalità possibile, intrise di energia e spontaneità. Optava sempre per scattare alla luce del sole e non con l’ausilio di strumenti artificiali e annullò le pose statiche e ambientazioni vecchie ed eccessive per catturare con il suo obiettivo sprazzi di realtà.



Inoltre fu lui ad essere uno dei primi a realizzare servizi fotografici in località esotiche proprio perché adorava viaggiare ed era dell’idea che  <<la macchina fotografica è il mio passaporto. Se il giornale mi chiede: partiresti domani per il deserto del Gobi?” “sicuro”, rispondo, “mandatemi il biglietto”>>.

martedì 21 ottobre 2014

L'arte del cristallo

Ci sono tante tipologie di cristallo ma sono sicura che il primo nome che vi viene in mente è Baccarat.
Ci ho azzeccato? Spero di sì perché proprio quest’anno la maison fondata in Lorena nel 1764 per volere di re Luigi XV festeggia i suoi 250 anni. 


Traguardo molto importante che è stato celebrato con una retrospettiva composta da pezzi che provengono dall’illuminazione alla decorazione presentata al Fuorisalone a Milano.



In questi lunghissimi anni, la fabbrica ha soddisfatto richieste di tanti personaggi illustri. Da Edoardo VIII e Wallis Simpson, al presidente Roosevelt, fino ad arrivare alla regina Elisabetta II d’Inghilterra.

Wallis Simpson ed Edoardo VIII

Elisabetta II d'Inghilterra

Ma anche le celebrities hanno beneficiato: per Coco Chanel è stato realizzato un piatto decorato con un disegno di forbici e stoffa, per Grace Kelly e Ranieri di Monaco delle bottiglie per il matrimonio invece per Aristotele Onassis è stato creato un servizio da yacht.
Se dal 15 ottobre 2014 al 4 gennaio 2015 fate un salto a Parigi vi consiglio di andare a vedere una mostra al Petit Palais dedicata alle realizzazioni più belle del la cristellerie française (prezzo del biglietto € 11). 

martedì 14 ottobre 2014

Il nostro mondo parallelo chiamato borsa


Una volta qualcuno disse che se guardi nella borsa di una donna puoi capire tante più cose legate alla vita, alla sua personalità che non capiresti frequentandola semplicemente.
Non so se crederci o meno a questa leggenda metropolitana fatto sta che nell’immaginario collettivo e in particolare in quello maschile, la donna viene sempre immaginata insieme ad un oggetto da portare a passeggio, neanche fosse un razza canina di alto livello: la borsa.

BOYY

Nina Ricci

Michael Kors

Giuseppe Zanotti

Per gli uomini è vista come un mero strumento altamente funzionale, quasi sempre inutile, che crea impaccio, difficoltà. Per la donna è un mondo parallelo, uno star gate da quale, una volta entrati, difficilmente ci accorgiamo la reale necessità delle cose che abbiamo inserito. Così che diventano quasi delle performance, cariche di espressività e originalità che qualche artista ha pensato bene di elevare a protagoniste dei propri lavori. Uno fra questi è Hans Peter Feldmann, il quale ha svuotato dei contenuti di diverse borse in delle teche di vetro e li ha magistralmente esposte in una galleria di Londra riscuotendo un successo non indifferente.



Uno striptease dell’anima femminile fatto di occhiali, scarpe, carte di credito, tappi per le orecchie, scontrini inutili, biglietti da visita. Lo stesso artista ha affermato <<Ricordo mia madre e la sua borsa. Guardarci dentro rappresentava un rigoroso tabù>>.
Anche un fotografo italiano ha fatto un’analisi antropologica delle borse; Francesco Franzetti ha catturato l’interno di diverse borsette di quattordici donne tra i 22 e gli 88 anni: cappelli di lana, pacchetti di sigarette, telefoni, guide stradali, pillole varie.

martedì 7 ottobre 2014

Un lunchbox con Zerobriciole

Con i tempi che corrono anche mangiare è diventato uno stress, soprattutto quando non ci si può allontanare dalla propria postazione lavorativa e pur di finire in tempo quel determinato compito, si posticipa il pranzo o peggio, si ripiega su cibi molto fast e soprattutto dannosi per il nostro corpo!
Ragazzi! Siamo nel 2014 e volete che qualcuno non abbia pensato a migliorare le pause pranzo gustando qualcosa di genuino e soprattutto senza lasciare tracce? Ovviamente sì.


Lei si chiama Martina Camporeale, imprenditrice e ideatrice di Zerobriciole, una società che ha rivoluzionato la concezione della pausa pranzo e in generale dei pasti.



Nella società attuale, sempre in movimento, il mondo della pausa pranzo è cambiato. Oggi si mangia in piedi, al bar, in treno o seduti alla scrivania” spiega Martina, diplomata all’Istituto Europeo di Design a Roma e laureata in Scienze della Comunicazione e Marketing con una tesi sul Food Entertaiment.
Zerobriciole si rivolge proprio a chi non ha molto tempo a disposizione per alzarsi dal desk e andare al ristorante, ma non vuole rinunciare agli alimenti buoni e genuini senza lasciare tracce di cibo.


In più questi pocket lunch belli alla vista vengono consegnati da addestrati biker e driver che in poco tempo raggiungono qualsiasi parte della città.
Il team di Zerobriciole ci tiene all’estetica e tutti i packaging sono composti da carta, balsa e materiali di risulta, frutto di un‘attenta selezione pratica ed artistica.

Adoro le cucine dal mondo e ne prendo in prestito alcuni ingredienti, prodotti e tecniche di cottura”, aggiunge Martina oltre che imprenditrice anche sommelier professionista e creatrice di corsi di avvicinamento al vino (info su vinidadivano.com).
La proposta più particolare? Lo Stecco Salato, brevettato nel 2012, si può mangiare dappertutto ed è molto simile al Mottarello ma in versione Zerobriciole: al posto del gelato, risotto alla milanese, polenta taragna o cotoletta di pollo.